Drawing the horizon(...)

Drawing the horizon with the sun.

From the series: https://www.instagram.com/this_is_not_the_present_/

Light sculpture. Reflected sunrays ~5km long . Thira_September 23rd 2019.


Documented by photo performance (6 hours exposure) by Stefano Urani. 

Mamiya RB67 analogical medium format camera with 0.30mm stenopeic pinhole.

On Ilford Panf PLUS b/w,  50 ISO film.


On September 23rd 2019. During the autumn equinox.

(at the equinox, the sun rises directly in the east and sets directly in the west.

Duration: 6 hours. From 7.10 am (dawn) to 1.10 pm (zenith).



Where: Vilchada Beach in the South of Thira Island in Greece.



On September 23rd, during autumn equinox at 7.05 am, a photographic pinhole analogical midsize camera, (a Mamiya RB67) is positioned on a natural tripod in the beach of Vilchada in the South of Thira Island in Greece. It is fixed facing West about 50 cm from the surface of the water.

A mirror about 250 centimeters in diameter is placed on board of a local 10 mt fisherboat. The mirror faces East (and the rising sun) while the boat start crossing the horizon line viewed from the beach side and projected in the pinhole film camera. The boat and the mirror travel for 6 hours, from the dawn to the zenith, (from 7.05 am until 1.05 pm) along the horizon line (2 kilometres off the coast). The mirrors mounted on the boat reflect the rising sun light during the 6 hours journey along the horizon line. The mirror transmits to the film thousand of little flashes in the purpose to draw the horizon line with the sunrays reflected by the mirror. The mirror needs to be adjusted to follow the rising sun and continue to project the sun-rays to the film.

This light movement is recorded by the film through the reflex of the sun into the mirror. Given the terrestrial curvature the boat-mirror path is about 3-6 kilometres long. The result for the human eye from the beach is a small luminous point slowly flashing and crossing the horizon line. This creates a diachronic line of light along the west horizon. With the sun rising to its zenith behind the camera the warm light of dawn reflected in the mirror is increasingly white.


Drawing the horizon with the sun is an  project based on the idea of non-authorship linked to the Land Art cultural heritage. The possibility of conceiving an artwork disconnected from the identity of the author is an old one. Roland Barthes presents this idea in his text “Le degré zero de l´ecriture” and he develops it further in his essay “The death of the author” published in the experimental magazine Aspen (1968). Barthes suggests the death of the author as a prerequisite for the birth of the reader. The work would thus exist independently of its creator and would belong to a more generic and universal realm in the sense of “humanity has created”, “humanity has produced”.

The series this_is_not_the_present_ is a dynamic of production that contemplates the possibility that in a specific moment of contemporary art history, some artworks could have been realized, but for some reasons never were. Given a numbers of discourses, concepts, problems, subjects and materials at the centre of the creative research of several authors and artists in a given historical moment, gaps seem to emerge. this_is_not_the_present_ brings together a series of works created to fill those gaps. In the specific case of Drawing the horizon with the sun the artistic historical references are numerous: for example the work of Robert Smithson, Nancy Holt, Giovanni Anselmo, Robert Morris, Walter De Maria in the late ´60 beginning of ´the ´70.





this_is_not_the_present_ is a series of works initiated by Giovanni Casu: www.giovanni-casu.com

In collaboration with: Art Space Santorini, Evangelia Basdekis, CAP/ Corinth Art Platform Residency (corinthartplatform. com), Kali Nikolou, (http://kalinikolou.com), Marius Buning, Freie Universität, Berlin (mariusbuning.com), Stefano Urani (https://afirmnighholisticpress.wordpress.com/2016/03/28/meta-photographies-the-alchemist-lemon-afnhp12-materializing-soon/), Sarah Elsing (writer and journalist: sarahelsing.de), Sardisches Kulturzentrum Berlin.



foto di Stefano Urani: performance fotografica (esposizione di 6 ore) con camera fotografica Mamiya RB67 stenopeica (0,30 mm) analogica, medio formato. Pellicola 50 ISO,  Ilford Panf PLUS b/n.


Isola di Thera, 23 settembre 2019. Durante l’equinozio d’autunno. Durata di 6 ore:  dalle 7.10 (alba) alle 13.10 (zenith). 


this_is_not_the_present_ é una collezione di opere nate per colmare dei gap di un tipo particolare: scorrendo attraverso la ricca storia dell’arte moderna e contemporanea sembrano a volte emergere delle lacune, delle caselle ancora vuote (simili a quelle della tavola periodica di Mendeleev). Dati una serie di concetti, problemi, materie e materiali al centro della ricerca creativa di alcuni artisti in un momento storico-artistico, potrebbe sembrare che alcune opere d’arte avrebbero potuto essere realizzate, ma non lo sono mai state. This_is_not_the_present_ riunisce opere create all´interno di questi spazi. 


Sono le 7.05 del 23 settembre 2019, una fotocamera analogica di medie dimensioni a foro stenopeico (Mamiya RB67) è posizionata a circa 50 cm dalla superficie dell’acqua su un supporto naturale nella spiaggia di Vlichada, nel sud dell’isola di Thera in Grecia. È orientata verso Ovest. Uno specchio di circa 250 centimetri di diametro è posto perpendicolarmente alla superficie dell´acqua a bordo di un’imbarcazione a motore da 12 mt. Lo specchio é orientato ad Est. La barca e lo specchio viaggiano per 6 ore, dalle 7.10 alle 13.10, lungo la linea dell’orizzonte (2-3 chilometri dalla costa). Gli specchi montati sulla barca riflettono i raggi del sole. Lo specchio trasmette alla pellicola migliaia di piccoli lampi riflettendo i raggi del sole montante. Il percorso dello specchio è lungo circa 5-6 chilometri. Un punto luminoso è visibile dalla spiaggia sulla linea dell’orizzonte. Questo crea nell´arco delle 6 ore una linea diacronica di luce lungo l’orizzonte: una scultura di luce la cui esistenza é solo deducibile. Disegnare l’orizzonte con il sole (Drawing the horizon with the sun)  è un progetto basato sull’idea di non autorariato ed é legata all´ereditá culturale della Land Art. La possibilità di concepire un’opera d’arte che non dipende dall’identità dell’autore è poco originale. Roland Barthes presenta questa idea nel suo testo “Il degré zero de l’ecriture” e la sviluppa ulteriormente nel suo saggio “La morte dell’autore” pubblicato sulla rivista sperimentale Aspen (1968). Barthes suggerisce la morte dell’autore come prerequisito per la nascita del lettore. L’opera avrebbe un esistenza più generica e universale:   “l’umanità ha creato”, “l’umanità ha prodotto”. Insomma l´opera é successa nel tempo.

Sono le 6 e 53 del mattino, é l´equinozio di autunno. Abbiamo scelto questa data seguendo la traccia degli artisti di Land Art alla fine degli anni sessanta. La relazione delle loro opere con le sculture monumentali del neolitico ha qualcosa di stranamente eroico. Penso a Walter De Maria, Michael Heizer, Nancy Holt, Robert Morris e Robert Smithson (1) ma anche a Giovanni Anselmo e la sua rivelazione sopra lo Stromboli(2). La scultura creata durante questo progetto é una scultura di luce, esiste durante sei ore ed é costituita dalla luce riflessa dagli specchi durante questo periodo di tempo.

La scultura riempe uno spazio e un tempo e non é visibile a occhio nudo. È visibile solo nella sua manifestazione puntuale, tramite lo scintillio degli specchi sulla linea di orizzonte. La pellicola ha registrato  la scultura in maniera imperfetta e parziale. La scultura non scompare ma esiste nel tempo. Affinché la scultura esista dobbiamo adottare una concezione del tempo non lineare e non ciclico. Dobbiamo ripercorrere l´idea Bergsoniana di durata e posizionarci all´interno di un idea di tempo che Deleuze definisce Aîon: “Ogni evento è adeguato all’Aîon intero, ogni evento comunica con tutti gli altri, tutti formano un solo e medesimo Evento; evento dell’Aîon, in cui essi hanno una verità eterna.” (Deleuze [1969]: 80)

Questa é unidea di tempo piú conforme alla fisica contemporanea che non a quella lineare costituita da passato, presente e futuro. La concezione di tempo detta Aîon, in riferimento a quella stoica é propria di opere come The Monuments of Passaic di Robert Smithson (per un analisi di quest´opera in relazione all ´idea di tempo a cui ci riferiamo, é utile la lettura di (3) e (4).

Sono le 7 e 02 e la barca di Γεωργιος (Georgios), un pescatore del porto di  Vlichada nel sud dell isola di Thera ci sta traghettando nel tratto di mare di fronte alla spiaggia dove Stefano Urani ha posizionato la sua camera fotografica.  Abbiamo raggiunto il punto di partenza dell´opera e il fotografo mi conferma tramite WhatsApp che alcuni flash di luce in provenienza della nostra imbarcazione cominciano ad essere visibili dalla spiaggia di Vlichada. L´opera sembra stia cominciando ad esistere ma in realtá é sempre stata, la stiamo semplicemente estraendo dal tempo. 


1) Land art. Layers of memory : the use of prehistoric references in land art. Iris Amizlev. 1999.  2) La mia ombra verso l’infinito dalla cima dello Stromboli durante l’alba del 16 agosto 1965. Giovanni Anselmo. 3) Viaggio sulla linea dell’Aîon. La spazializzazione del tempo in Robert Smithson.  Anna Longo. 2012. 4) La Jetée en Spirale: Robert Smithson’s Stratigraphic Cinema. By A. V. Uroski.


this_is_not_the_present_ è una serie di opere-progetto incoraggiate da Giovanni Casu: www.giovanni-casu.com.

In collaborazione con: Art Space Santorini, Evangelia Basdekis, CAP / Corinth Art Platform Residency (corinthartplatform.com), Kali Nikolou, (http://kalinikolou.com), Marius Buning, Freie Universität, Berlino (mariusbuning.com), Stefano Urani, Sarah Elsing (scrittrice e giornalista: sarahelsing.de), Sardisches Kulturzentrum Berlino.